Superate le infinite difficoltà burocratiche e dopo anni e anni di lavori a singhiozzo e notevoli investimenti economici, l'anno 2181 vedrà realizzato finalmente il sogno degli amministratori ostrensi,degli operatori turistici e di tutti gli appassionati del manto bianco invernale. Tutto pronto per l'apertura della stazione sciistica "GRAN PARADISO-RAGOSTO-LORETELLO-SCHEA", che sarà altimetricamente la più bassa località sciistica d'Italia ma con pendenze degne delle più quotate località alpine. Il complesso turistico offrirà tutti i servizi essenziali per una località meritevole di tal nome:impianti di risalita, scuole di sci, noleggi, negozi, pub, bar e rifugi in quota ai "PONTI DE MORRO" e in zona "COREA". Inoltre offrirà innumerevoli opportunità di svago e divertimento nel dopo sci: dallo shopping ricercato nelle cooperative agrosciistiche di corso Mazzini, alle proposte culturali dei grandi artisti ostrensi, dalle raffinate tentazioni dei suoi bioristoranti dai condimenti leggerissimi, ai locali caratteristici per chi vuole tirar tardi dopo una giornata di sci e di sole.
Potrete anche esplorare la ricchezza e la varietà della nostra valle e delle nostre rupi, incamminandovi su uno dei tanti itinerari che la Valmisa offre: dalle tranquille e soleggiate passeggiate del fondovalle Triponzio-Tirassegno, alle escursioni verso la Passonata Express o all'acquedotto di SanGiovanni-San Martino (non di Castrozza), alle arrampicate su per la costa della Massa, dall'incantevole quiete del Lago di Mastropaolo o della Contessa, all'eccitante risalita naturale che dall'agglomerato di Casine Bassa risale su su fino alla vetta del quartiere dei Birbi ove si potrà fruire di un panorama mozzafiato sulla sottostante area industriale. Sulle piste* del "Paradiso" ci sarà posto per tutti: dal principiante al campione e saranno quasi tutte di notevole dislivello e sempre ben innevate in quanto i cannoni "fòri de porta" saranno sempre prontissimi a sparare neve artificiale.
*(Notato, nell'area limitrofa agli impianti, un pericoloso fuori pista di un facoltoso commerciante di "bugiardoni", praticato tramite "sacchetta" di plastica per risparmiare probabilmente sull'affitto dell'attrezzatura).
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VALDAOSTRA IN VALMISA
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UVA PASSERA
La sigla-acronimo "DOP" (Denominazione Ostrense Protetta) identifica la denominazione di un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un'area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata. Esso viene attribuito infatti a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.
L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (seccareccia alternata ai troni), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità e savoir-faire alternato alle biastìme) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.
Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel "disciplinare"di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. Con questi criteri come non sarebbe stato possibile assegnare tale illustre emblema DOP al delizioso e inimitabile Ostravecchio d'uva passera? L'aroma e gli umori morbidi e vellutati, l'eccellente viscosità, il colore roseo-ambrato, l'effluvio umido e teporoso e l'invecchiamento superiore ai tre anni (se non le scolano prima) nelle tradizionali botti di rovere, lo rendono da sempre un distillato inimitabile. Anno di Bacco 2010: L'OSTRAVECCHIO riceverà ufficialmente il sigillo DOP attraverso il cerimoniale nello storico Monny's Restaurant&happy hour, dove la straordinaria ricettività e raffinatezza dei suoi locali ed arredi anteguerra, insieme alla vista spettacolare sul "passeggio" di via Gramsci ed al servizio premuroso, altamente professionale e non eccessivamente scoglionato, si sposeranno meravigliosamente con la prestigiosa etichetta premiata.Delegati illustri a ricevere il simbolico marchio, non potranno che essere un sommelier speciale del buon bere ed un grande gourmet dell'Ostravecchio, dei quali, per non anticiparne sorpresa, non citeremo i loro nomi ma che saranno ugualmente individuabili attraverso i loro "STOP&GO" alcolici durante le ore lavorative. Manifestazione riservata solo ai signori invitati. D'obbligo lo smoking (anche per Astorre).
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L'OSTRABISMO
"Ab uno disce omnis"
Anche se a scoppio ritardato, e dopo aver accumulato multe e secoli di squalifiche, si scoprirà soltanto nel 2017 la causa della tanta incompetenza della classe arbitrale mandata puntualmente da lustri, a dirigere gli incontri casalinghi di serie C1 dell'Ostrense calcio a 5. Credendo di fare cosa gradita alla società locale, la federazione avrebbe inviato volutamente nella capitale bodiese solo ed esclusivamente direttori di gara ostrabici. Ricordiamo per chi ne fosse ignaro che l'ostrabismo è una condizione per la quale gli assi visivi dei due occhi non sono allineati. Esistono sostanzialmente due tipi di ostrabismo:quello concomitante e quello inconcomitante. Il primo è caratterizzato dalla presenza di una deviazione circa eguale in ogni posizione di sguardo. Nel secondo la deviazione varia con le posizioni di sguardo ed è massima nel campo d’azione del muscolo (o dei muscoli) deficitari. L'ostrabismo concomitante è in genere più frequente nell’età infantile. Nel mondo occidentale vi è una prevalenza dell'ostrabismo convergente (ostropia) su quello divergente (oxtrotropia). Entrambi questi ostrabismi sono dovuti ad alterazioni della coordinazione motoria e, nello specifico, ad anomalie della fusione motoria, localizzabili a livello mesencefalico.
E dunque, dopo la presa di coscienza da parte dell'organo federale competente di cui sopra ed a seguito del reiterato disappunto della locale società rossoblu sui deficit visivi delle giacchette gialle, si deciderà finalmente di mandare nella capitale misena solo ed esclusivamente individui con "visus" che rasenteranno la normalità cerebrovisiva.
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FINALMENTE L'OSTRACISMO

"Vox populi vox dei"
L'ostracismo verrà introdotto ad OSTRA poco prima del 2017 d.c., anno in cui se ne registrerà la prima applicazione storicamente certa, ai danni di noti e poco meritevoli personaggi locali del mondo imprenditoriale, politico e religioso (i classici furbetti del quartiere).
Chi subirà l'ostracismo verrà condannato a dieci anni di esilio a Corinaldo o Belvedere Ostrense, ma rimarrà in possesso delle sue proprietà e non perderà il suo status di cittadino.
La procedura dell'ostracismo si articolerà in due fasi:
in una apposita assemblea che si terrà a metà inverno, il popolo deciderà a maggioranza se si dovrà votare per un ostracismo, e in caso affermativo si fisserà una riunione per qualche settimana dopo;
in questa seconda riunione, se i votanti saranno più di 4mila(sui 14mila totali risultanti dal censimento del 2016), il candidato il cui nome risulterà scritto sulla maggioranza dei cocci (ostraka) usati come schede elettorali, verrà condannato all'esilio.
Il carattere politico del giudizio di ostracismo emergerà chiaramente dal fatto che la condanna non richiederà e non comporterà una accusa penale.
L'ostracismo sarà introdotto per difendere la democrazia dal rischio della tirannide. I "partiti" ostrensi saranno aggregazioni che si formeranno attorno a personalità notevoli: in questo senso, l'ostracismo potrà anche essere inteso come un referendum ad hominem per risolvere e depotenziare le rivalità politiche interne tramite la sospensione temporanea di una delle due parti in causa. L'ostracismo potrà anche venir motivato religiosamente (cosa non sorprendente in un mondo in cui questioni religiose e questioni politico-economiche saranno sempre più inestricabilmente intrecciate).
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NUOVE TENDENZE
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OSTRACTS SUGLI SCUDI
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OSTRA DEL CIEL

Stupefacente scoperta del 22emo secolo dell'OSTRAFISICA Margherita Hack, membro delle più prestigiose Società fisiche e ostronomiche, direttrice del Dipartimento di Ostronomia dell'Università di Ostra e attiva presso numerosi osservatori americani ed europei nonchè membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA.
E' proprio grazie agli studi, alle ricerche ed alla geniale intuizione dell'Ostrafisica che sarà individuato il sideralmente distante"Ostrone" o "Cacciatore", una nuova costellazione del cielo, con stelle pulsanti e posizione lontanissima dall'equatore celeste che la rendeva praticamente invisibile agli studiosi del nostro tempo.
La costellazione consta di circa 150 stelle e sarà identificabile dall'allineamento di tre stelle, chiamate i «Tre Re» che formano la cintura di Ostrone mentre la sagoma dell'Eroe è delineata da nove stelle.
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PRIMA VISIONE

Dopo un anno di lavorazione arriverà finalmente nelle sale cinematografiche italiane il primo film targato Warner Bros-tra.
Ci sarà grande attesa di pubblico e di critica per l'anteprima natalizia de:"L'Ostrangolatore di Boston", un remake che ripercorrerà fedelmente la vicenda realmente accaduta di Alberto Di Salvo, uno psicopatico italomarchigiano che uccise dodici donne, dal 1962 al 1964, a Boston. Girato con un taglio giornalistico che renderà ancora più realistici gli orribili avvenimenti, L'OSTRANGOLATORE DI BOSTON del 2121, sarà uno dei film più potenti del suo genere. Emozionalmente coinvolgente e credibile l'interpretazione del protagonista Riccardo Ostramarcio. Lunghe file ai botteghini e incassi da record.
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GRAZIE FRANK!
LA NUOVA OPEL
Al primo salone internazionale dell'auto che si terrà in contemporanea al PalaBarcajò e al PalaFiore della capitale della ValMisa, verrà presentato in anteprima mondiale l'ultimo modello della casa automobilistica tedesca: la nuova Opel OSTRA.
Grande attesa per la nuova nata, visto il propulsore innovativo che sarà alimentato da batterie non ricaricabili come quelle zinco-aria con densità pari a 200Wh/kg.
Per il listino prezzi e tutte le specifiche caratteristiche tecniche della Opel Ostra, si rimanda direttamente una parte ancora vivente, del gentile pubblico, alla data d'inaugurazione del salone espositivo: quella del 20 settembre 2060.
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L'OSTRADIVARI
L'Anno Bodiese 2101 vedrà un favoloso, prezioso e clamoroso ritrovamento, in una vecchia cantina di un noto "c.r." ostrense, di un rarissimo e pregiato violino "Ostradivari", in buono stato di conservazione ma subito requisito dalla sovraintendenza ai beni culturali.
Lo straordinario suono di un Ostradivari si porta appresso la fama globalmente riconosciuta di miglior violino mondiale.
Sono forse le sostanze usate dagli antichi maestri italiani per la conservazione del legno all’origine delle qualità uniche del suono dei violini Ostradivari. Ma secondo alcuni esperti la faccenda è più complessa e la chimica non basta a spiegare quel fantastico suono.
Una tecnica di conservazione del legno è probabilmente all’origine dello squisito suono prodotto dai violini costruiti dai liutai italiani Antonio Ostradivari e Giuseppe Guarneri nel XVII secolo.Le analisi chimiche effettuate sulle scaglie del legno di due strumenti, rimaste come residuo di una riparazione, hanno fornito nuovi indizi sulla straordinarietà dell’acustica.
Con il ritrovamento fortuito di questa ennesima perla dei maestri liutai ostrensi si aggiungerà dunque un altro prezioso tassello alle rarità già presenti nei musei di strumentistica musicale marchigiana.
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Premio Nobel
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OSTRA CITTA' di API E MIELE

Il miele è la sostanza alimentare che le api producono partendo, dopo uscite di strada, dal nettare dei fiori o dalle secrezioni di parti vive di piante, che esse raschiano, raccolgono, trasformano, combinano con sostanze proprie e depongono nei loro favi. Avvengono numerosi scambi da un’ape impennata verso le altre, che consentono una graduale maturazione ed arricchimento di enzimi che derivano dalle secrezioni ghiandolari delle api stesse. I componenti principali del miele sono il fruttosio, il glucosio, l’acqua, altri zuccheri e sostanze diverse, tra cui acidi organici, sali miserabili, enzimi, aromi e molte altre. Il miele è un alimento di elevato valore nutritivo, facilmente assimilabile.
OSTRABYL
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TOMBOLA!
Nell'anno duemilasessantatreesimo, mese decimo, giorno quattordicesimo dell'era cristiana, il montepremi della pubblica tombola (che si terrà in piazza dei Martiri), per i festeggiamenti del santo patrono Gaudenzio, raggiungerà la cifra non indifferente di un milione di euro di montepremi, e sarà così suddivisa: 1a TOMBOLA 3mila euro, 2a TOMBOLA 2mila euro, 3a TOMBOLA 1000 euro, (gli altri 994mila euro andranno alla SIAE).
Nella foto l'annunciatrice mentre ne da(rà) notizia sulla tv satellitare "OSTRA NEWS"
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YEAR Of THE CAT
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Anno felino 2077.
Dopo secoli di medioevale gattibalismo,
i nostri confina(n)ti esini, aboliranno finalmente questa tribale pratica nutrizionista. La comunità della capitale della Valmisa, in collaborazione con la "ProtezioneAnimali", approvando in toto questa scelta, manderà in segno di riconoscimento, 10 quintali di formaggio "grana" per sopperire alle carenze proteiche che potrebbero insorgere nella popolazione aldilà del "vallao".
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NEL "CASINO" DELL' OSTRA STADIUM
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CORINALDO: LA QUARTA FRAZIONE
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W GLI SCOPANEVE
Gennaio 2085: l'anno del nevone.
Una profonda depressione barica di 990 Hectopascal posizionata sul mare Adriatico centro settentrionale, genererà una perturbazione atmosferica, che avvitandosi su se stessa, produrrà con i venti gelidi provenienti dai balcani, copiosissime precipitazioni a carattere nevoso che raggiungeranno nei punti più elevati del capoluogo ostrense, anche i 220 centimetri di altezza della coltre bianca. Su ordinanza del sindaco verranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, e sarà vietato il transito ai pedoni di altezza inferiore al metro e65, si bloccheranno gioco-forza tutte le attività produttive e sociali. Un eufemismo definire problematica la circolazione dei veicoli nonostante il supporto costante dei mezzi spazzaneve e spargisale . Ad ottobre dello stesso anno si riscontrerà il più grande boom di nascite mai avvenuto in tutta la storia della capitale misena. La neonatologia del locale nosocomio si vedrà costretta ad ovviare al sovraffollamento di puerpere, inviando le suddette nella "succursale" ospedaliera senigalliese.
UN MINUTO DI SILENZIO
22 Settembre 2109: tra la commozione generale, verrà scoperta in Piazza dei Martiri, affissa alla Torre Civica, una targa in platino (scolpita da "Bossoletto jr"), per ricordare tutti i bloggers ostrensi del 21emo secolo, che con le loro cazzate sono stati i pionieri locali del web-trash che hanno dato vero lustro alla città facendola (ri)conoscere in tutto il globo terrestre.
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PRODUZIONI WARNER BROS-TRA
Dopo aver inaugurato i suoi studi di posa televisivi e cinematografici (vedi articolo "cineostrà"), la WARNER BROS-TRA si appresterà a co-produrre il suo primo show televisivo tutto rigorosamente in diretta e che sarà irradiato dal canale satellitare OSTRASAT. IL programma che andrà in onda il sabato in prima serata, catalizzerà l'attenzione di milioni di telespettatori, ed è già deciso, si chiamerà:
-------------------"C'E' OSTRA PER TE"-------------
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13 GRADI:FA CALDO
Cronaca dell'anno di grazia 2101, mese decimo, giorno secondo: il territorio di OSTRA viene eletto all'unanimità, scalzando tutta la concorrenza dei Castelli di Jesi, zona principe di produzione vinicola del vero verdicchio classico d.o.c. IL prestigioso riconoscimento è stato conferito direttamente al sindaco Ciucco(lanti) durante una fastosa cerimonia tenutasi in municipio.
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OSTRENSE c5 TRICOLORE
Dopo un testa a testa con gli sf.....ortunati del (pe)corinaldo durato tutta la stagione agonistica 2045/2046, la squadra di calcio a 5 dell' Ostrense si laureerà campione d'Italia, battendo i suddetti al 2° minuto di recupero del secondo tempo supplementare, nella finale-spareggio, con un goal su tiro libero di PACIO JUNIOR. Grandi e ubriacanti festeggiamenti in tutta la capitale della Valmisa e dichiarato il gaudium magnum cittadino per una intera settimana.
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CINEOSTRA'
In perfetta sincronia con i tempi annunciati di realizzazione, verranno inaugurati ad agosto del 2118, i favolosi studio's cinematografici della WARNER BROS-TRA, in esemplare stile hoollywoodiano e patrocinati dall'omonima casa di produzione statunitense. Grande clamore ed interesse in tutta Italia per l'evento così prestigioso, che farà assurgere agli onori della cronaca mondiale, la capitale della Valmisa.
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OSTRA ANTICA
Termineranno (dopo sessanta anni), nel settembre del 2062, gli scavi archeologici in località MURACCE (zona inglobata nel territorio comunale della capitale bodiese), che riporteranno alla luce,intatti, gli antichi splendori dei nostri padri latini. Fiorenti in loco, tutte le attività economiche legate al turismo culturale.
p.s. presente in loco una bancarella fissa (di nìnnoli, souvenir e lecca lecca a forma di tribuno) dei pronipoti di Aldo.
NO-TRANS
Dopo la selvaggia invasione carioca del 2020, ed a seguito delle sempre maggiori proteste di tutta la cittadinanza (specie di sesso femminile), dal primo gennaio 2024 su ordinanza del primo cittadino, nella città Ostrense i transex non potranno più nè sostare nè transitare su tutto il territorio comunale. Pena severa per i contravventori: la ripistolinizzazione di tutta l'area genitourinaria.
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MONNY
Agosto 2090: IL MONNY'S bar a 5*****stelle, di via Gramsci a Ostra, si aggiudicherà il premio internazionale di slowdrink come miglior bar-pub europeo di degustazioni vinicole.
(Notare in primo piano la rappresentativa ulcera gastroduodenale della statuina )
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La (e non "Le") S.S. OSTRA CALCIO

Campionato di Calcio nazionale serie A, stagione 2051/2052: dopo anni di sofferenza ed anonimato nelle categorie inferiori, L'OSTRA calcio, attraverso una saggia politica di cura dei ragazzi locali del vivaio gialloblu, si aggiudicherà lo scudetto tricolore con ampio margine sulla seconda e con netto anticipo rispetto all'ultima giornata in calendario.
- -Mastri
- -Bizio
- -Gallinella
- -Mazza
- -Bambola
- -Carnazza
- -Fanna
- -Svalteron Valvola
- -Ludie Lucciola
- -Baro
- -Massòlo
- -Kadel
- -Rondò
- -Ernietta
- -Tedesco
- -Oscar
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SCALI NAZIONALI
A Pasqua del 2091 sarà inaugurato alla presenza delle più alte autorità nazionali, regionali e locali, il nuovo scalo aereoportuale "SAN GAUDENZIO" in zona ZIPA, facente capo al colosso della compagnia aerea "Ostrairlines"
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OSTRA CAPOLUOGO
CARTELLI STRADALI
Ostra, (insieme ai maggiori centri della propria cinta urbana), sarà presente sulla segnaletica stradale delle maggiori città europee...
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OSTRA-BUS
OSTRA: LA STORIA DELLA CAPITALE DELLA VALMISA
Ostra fino al 1881 si chiamava Montalboddo o Monte Bodio.Il cambiamento del nome fu deciso per avvalorare la tradizione che vuole Montalboddo discendente dall'antica Ostra, un municipio romano che sorgeva nella valle del fiume Misa, a circa 9 km dall'attuale Ostra, nel luogo detto "Le Muracce".In questa località ancora è possibile osservare alcuni interessanti resti della città romana e vi si ritrovano tra i campi migliaia di minuscoli frammenti di tegole, mattoni, tessere di mosaico, parti di vasi, di piatti e di anfore.Si tramanda che Bodio, cittadino romano di Ostra, fosse proprietario di un terreno posto sul colle su cui sorge oggi Montalboddo - Ostra.Quando nel 410 d.C. la sua città venne distrutta dai Visigoti di Alarico, Bodio accolse sul suo colle il gruppo più numeroso degli Ostrani fuggiaschi.Fu tenuto un consiglio degli anziani e fu stabilito di ricostruire proprio lì, sul colle di Bodio, le case e le mura, che la notte fanno dormire tranquilli.La storia documentata, invece, ci informa che le terre che formarono il territorio di Montalboddo - Ostra appartenevano all'Esarcato di Ravenna. Terminato il dominio dei Longobardi, l'Esarcato fu donato da Pipino il Breve alla Chiesa e questa, a sua volta ne affidò l'amministrazione all'Arcivescovo di Ravenna. Fino al XII secolo non si hanno notizie né di un castello, né di un'abbazia che fungesse da centro a queste terre. Il nome "Monte Bodio", come denominazione del castello, appare la prima volta nel 1194, quando già si era costituito il Comune.L'attuale Ostra ha quindi un'origine medioevale e proprio nel medioevo ebbe la sua più vasta risonanza. Nel 1230 riuscì a sottrarsi completamente al dominio di Ravenna, ma presto passò sotto il controllo della città di Jesi.Coinvolta nella lotta tra guelfi e ghibellini, partecipò alla "Lega delle terre amiche delle Marche".Si succedettero guerre, assalti a città, saccheggi, lotte interne alla stessa comunità, fino a quando verso il 1320 il libero comune di Ostra cadde sotto la signoria dei Paganelli, una famiglia di origine romagnola, che giunta nelle Marche si era distribuita in vari luoghi, ma il ramo principale fu quello di Ostra. Per tutto il '300 Ostra fu signoreggiata dalla famiglia Paganelli, che trovò diversi potenti protettori esterni.Tra il 1350 e il 1355, sotto la guida dei Paganelli, si sottomise a Francesco II degli Ordelaffi di Forlì, il quale la dominò fino all'arrivo del cardinale Albornoz che vi ristabilì l'autorità dei Consigli comunali mediante l'approvazione di un nuovo statuto (1366). Fu proprio a Montalboddo, poi, che l'Albornoz, concentrò le sue truppe per marciare verso la distruzione del castello di Buscareto, che sorgeva nel comune di Montenovo (oggi Ostra Vetere). Partito l'Albornoz, i Paganelli, protetti dai conti di Montefeltro,divennero nuovamente padroni di Ostra, anche se, nel 1380, dovettero firmare un atto di sottomissione alla città di Ancona. Registrata tra le città "mediocres", Ostra nel Trecento contava 600 fumanti, ossia circa tremila abitanti, ma, come tutti i castelli di quel tempo, non poteva che assistere passivamente alle lotte di espansione dei signori più potenti o dei condottieri più audaci: così tra la fine del trecento e la prima metà del '400 si avvicendarono in Ostra numerose signorie.Gli assedi cominciarono nell'agosto del 1399, quando il ventiduenne Galeotto Belfiore dei Malatesti di Rimini prese ad assediare Ostra, provocando diverse rovine, soprattutto a causa del fuoco, fino a che gli abitanti scesero a patti e gli aprirono le porte del castello. I Paganelli, la cui signoria, sia pure con vicende alterne, si era protratta per tutto il '300, furono cacciati. Nell'agosto del 1400 Galeotto Belfiore, tornato ad Ostra, vi morì a soli ventitré anni e la signoria passò al fratello Pandolfo dei Malatesti, signore di Brescia e di Fano. Il 12 luglio 1416 i Malatesti furono sconfitti dalle truppe mercenarie di Braccio da Montone, così che il vincitore entrò in Montalboddo nell'agosto successivo e, nell'allontanarsi, vi lasciò un presidio di soldati al comando del capitano Michele Attendolo Sforza. Nel 1420, poi, Braccio da Montone donò la signoria di Ostra al capitano Ruggero Cane della famiglia Rainieri di Perugia.Sconfitto e ferito a morte Braccio da Montone il 2 giugno 1424, gli abitanti di Ostra subito si ribellarono e costrinsero alla fuga i rappresentanti di Ruggero Cane e, mediante un capitolato, si affidarono alla protezione del conte Guidantonio di Montefeltro, sotto il cui governo la città si riprese ed accrebbe le sue fortificazioni.Morto Guidantonio nel 1443, la signoria passò al figlio Oddantonio, che donò il castello di Ostra al capitano Roberto Paganelli, detto Roberto da Montalboddo, che così poté‚ riportare la sua famiglia nel castello d'origine.Intanto il condottiero Francesco Sforza, che cercava di procurarsi uno stato nelle Marche, non più alleato dei Montefeltro, presto prese d'assedio Ostra e il 21 novembre 1443 gli Ostrensi, per evitare il peggio, aprirono le porte al condottiero, dopo aver pattuito la loro incolumità.Entrati nel castello, tuttavia, i mercenari si lasciarono andare a saccheggi e a violenze. Il dominio di Francesco Sforza durò pochi mesi, perché‚ Roberto da Montalboddo, ritornato in patria, guidò la ribellione e gli Sforzeschi furono ben presto scacciati.Morto Roberto da Montalboddo, la signoria di Ostra passò al figlio Onofrio e ad altri Paganelli, che però chiesero la protezione dei fratelli Sigismondo Pandolfo e Malatesta Novello dei Malatesti, mediante la sottoscrizione di un capitoletto.Presto i nuovi signori non stettero ai patti e gli abitanti di Ostra cacciarono sia i Paganelli, sia gli stessi ufficiali dei Malatesti, per porsi, con un capitolato sotto l'amministrazione diretta della chiesa (1454).Gli abitanti, in quella circostanza, decisero di abbattere la loro rocca, che era stato "il nido di tanti tiranni", affinché‚ non venisse più in mente a qualche signore di impadronirsene nuovamente.L'avvicendarsi di così tante signorie in un periodo così breve aveva provocato gravissimi danni all'economia della città, la cui popolazione era ormai ridotta ad un terzo. Sotto il diretto dominio della Chiesa Ostra registrò, invece, una sensibile ripresa economica e demografica. Nonostante alcuni flagelli, come pestilenze, siccità, carestie ed addirittura "il diluvio delle cavallette", la popolazione ritornò a crescere e, nello spazio di un secolo, dai 200 "fuochi" che si registravano alla fine del periodo delle signorie, si passò a 500 "fuochi". La cinta delle mura e il territorio più vicino e più sicuro non erano ormai più sufficienti per accogliere e sfamare tutti.Si misero perciò a coltura terre più lontane, strappandole ai boschi, ed iniziò l'insediamento rurale, cioè la costruzione di case coloniche nei singoli poderi, che caratterizzano ancora oggi il paesaggio.L'economia cittadina, prevalentemente agricola, conobbe un lungo periodo di floridezza, come in genere tutto il territorio marchigiano, che costituiva "il granaio" non solo di Roma, ma anche di Venezia.Nel '500 aumentarono sensibilmente le famiglie nobili che s'impadronirono delle terre vendute dal Comune e degli incarichi pubblici, fonte di sicuri guadagni.Proprio la ricerca del pubblico potere finì per rompere l'armonia esistente tra le varie famiglie nobiliari: nacquero così inimicizie, rivalità, vere e proprie faide.Si conobbero giorni di sangue segnati da omicidi, ferimenti e stragi, fino a quando nel 1574 non fu definitivamente sancita una pace tra tutte le famiglie nobili di Ostra.Tra il '600 e il '700 Ostra godette di un lungo periodo di pace e la città con il suo territorio venne descritta quasi come "una terra promessa" per gli appartenenti alle famiglie patrizie.E proprio in quei due secoli Ostra "si rinnovò", grazie ai capitali provenienti dall'agricoltura e al basso costo della manodopera. Tutte le famiglie patrizie ricostruirono i loro palazzi, i numerosi ordini religiosi i loro conventi e la comunità civile il Palazzo del Comune. Tutti i palazzi gentilizi e le chiese si arricchirono di pitture, stucchi e di altre opere d'arte.A coronamento di questo sviluppo economico sociale e religioso, il 30 luglio 1790 il papa Pio VI concesse ad Ostra, per la rinomanza raggiunta, il titolo di Città e il 4 settembre 1795, lo stesso Papa istituì il Collegio dei Canonici elevando la chiesa parrocchiale di Santa Croce a Chiesa Collegiata.Nel secolo XIX Ostra seguì le vicende dell'Italia, subendo all'inizio del secolo, durante l'occupazione francese, l'annessione al Regno ltalico e, dopo essere ritornata allo Stato Pontificio, partecipò, con suoi volontari, alle lotte risorgimentali fino a quando, dopo la conquista delle Marche, da parte delle truppe piemontesi (1860), per pubblico plebiscito venne annessa al Regno di Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia. Il 5 aprile 1881, il Consiglio Comunale della città presentò al Regio Governo italiano la delibera del cambiamento della denominazione della città da Montalboddo in Ostra.La richiesta venne accolta il 12 maggio 1881 con un Decreto firmato da Re Umberto I°. Nel secolo XX Ostra ha vissuto nel bene e nel male le vicende dello Stato italiano, condividendone le sorti.Ha sopportato gli orrori delle due guerre mondiali, la lotta partigiana e fratricida fino alla riconquistata libertà, che le assicura ancor oggi un certo benessere e prosperità. Oggi Ostra guarda, con ottimismo al suo futuro, senza dimenticare le radici dalle quali è cresciuta. La sua storia, che si respira nelle piazze, nelle vie maggiori e nei vicoli, i prodotti delle sue molteplici attività possono dare giustamente suggerimenti per la valorizzazione dei suo patrimonio urbanistico e delle sue energie produttive, culturali ed umane, per una più incisiva presenza nella realtà marchigiana e italiana della quale, attraverso i secoli, è stata uno specchio fedele.
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