OSTRA: NUOVE PATOLOGIE PROFESSIONALI

Montalboddo (Ostra), documento del 1416, Atto di sottomissione Corinaldo-Monte Bodio "Principiis obsta"
(Resisti ai princìpi, non lasciare che la situazione diventi irreparabile)
Ovidio (Remed. Amor, V, 91)

Quando per primi, da queste pagine elettroniche diffondemmo nel maggio scorso la notizia dell'importante casuale rinvenimento da parte di un restauratore romagnolo, di una pergamena del 1416 (riportante l'atto di sottomissione del nobile Antonino Accattabrighe verso Braccio da Montone signore di Montebodio), non ci saremmo mai cresi (creduti) di generare nel sommo storico e storiografo locale una vera e propria crisi d'identità professionale per non essere riuscito ad essere l'artefice-primo del ritrovamento. Da quel dì infatti, l'esimio professor Brummelli ha accusato un calo notevole della sua vis narrativo-ricercatrice ed è caduto in uno stato di prostrazione preoccupante. Il letterato, da quell'infausta data è apparso teso, esitante, svogliato, restìo a qualsiasi forma di frequentazione delle claustrali biblioteche o dei polverosi archivi regionali e non ha più scovato alcunchè di interessante da esaminare e pubblicare. A causa del protrarsi di questo status d'avvilimento dell'insigne luminare, l'uscita editoriale del volume "L'eros nel bodiese del 16mo secolo" e l'apertura della pinacoteca comunale prevista per la primavera 2009, sono da ritenersi seriamente a rischio. Per porre gradualmente fine a questa sindrome da sottovalutante inadeguatezza, l'unica via salvìfica per un ritorno alla normale quotidianità da "segugio del manoscritto" sarebbe quella d'invitare i nostri concittadini ad interpellare il nostro valente esperto per una perizia (a finalità terapeutica) su qualche vecchio comò, armadio, scrittoio o cassapanca quiescenti in soffitta, dopo aver accuratamente e credibilmente occultato al loro interno qualcosa di cartaceamente datato da poter "fiutare" e verificare.
Nota stridente legata alle tribolazioni del nostro glorioso e incomparabile professore, l'ingenerosa euforia degli altri due famosi annalisti rivali bodiesi, particolarmente prolifici e caparbi proprio in questo periodo che avrebbe invece necessitato di maggior magnanimità nei confronti di un collega in impasse.

5 commenti:

  1. amedeo modigliani7 novembre 2008 21:37

    come nella migliore tradizione dei falsi storici

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  2. La mia comprensione al professore........
    e il mio più cordiale saluto
    §^_*§

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  3. Bravissimi gli storici della Vellutina nel trovare un sì splendido documento, ove si palesa al mondo la manifesta superiorità della nostra patria. (Ci'avrìa voja de pijà 'na roccia e dàjela 'nté le zampe e fàlli luccà "ajo ajo!!!", mentre io sogghigno, batto i pugni chiusi uno sull'altro e jé canticchio: "Ciaccalajo ciaccalajo ciaccalajo..." e non me la finiscio più!!!) No, no, non sono depresso perché voi, eccellenti e fortunati ricercatori, rinvenite così brillanti petite n-ostrane. Non soffro neppure per astinenza da polvere o per mancanza di pescetti guizzanti da vecchi registri o pergamene. Fatto sta che la mia età mi consiglia di lasciare campo libero ai nuovi segugi così illuminati da svelare ogni mistero della nostra vecchia e cara Montalboddo.So di potermi ritirare serenamente nel mio guscio, tanto la nostra Domina Ostra ha fantastici campioni atti non solo a difenderla, ma ad innalzarla sopra ogni città o paese circonvicini e,"cercar per tutto il mondo darle famacome ognun che ama tanto la sua dama".Ritornando all'umbro condottiero, confesso agli storici della Vellutina che non mi ricordo neppure il Braccio, ormai non ritrovato da più di cinquant'anni, e anche Montone, che tanto amo e ricerco, ritrovo (porcaccia miseria!) sempre di meno! Brummelli non più prof e con scarsa vis.

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  4. Immenso Brummelli..lungi dal passare il testimone di storico ufficiale della capitale bodiese. Grande vis ad un vero prof con le @@!

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  5. Il "Brummello de Montalboddo" lo famo DOC!!

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